La Ricerca del Gusto: Intervista al foodblogger Mauro Niso

Cosa ci fa un ricercatore universitario in cucina? Come si destreggia un esperto di ricerca in ambito tumorale e malattie neurodegenerative, tra fornelli e tegami? Vi presentiamo Mauro Niso, ricercatore universitario in chimica farmaceutica e titolare del foodblog “La Cucina di Mauro“. Un’intervista meticolosa come l’indole del nostro gradito ospite, ricca di aneddoti che l’hanno portato ad intraprendere questa esperienza e con le radici ben salde alla sua terra: la Puglia. Buona lettura! 

Candido Marinelli: – Cosa ti ha spinto ad aprire un FoodBlog? Come è nato “La Cucina di Mauro”?
Mauro Niso: -La cucina è una passione che mi porto da bambino, la mia nonna materna era una cuoca di eccezionale bravura e con una fantasia in cucina mai vista per i suoi tempi. Ho sempre amato cucinare, anche durante gli anni universitari preparavo pranzi e cene per amici. Poi nel 2014, spinto da amici e parenti ho deciso di aprire il mio blog. Era solo un contenitore di foto fatte male e ricette sul portale blogspot, poi pian piano ne è venuto fuori un sito vero e proprio. La Cucina di Mauro nasce così, per gioco, poi piano piano ho cercato di migliorare, e lo faccio ancora.
C.M.:- Come si abbina la precisione della tua professione con l’inventiva e l’estro della cucina?
M.N.:- Nella vita di tutti i giorni sono un ricercatore universitario in chimica farmaceutica, mi occupo di ricerca di base in ambito tumorale e neurodegenerativo. In più faccio lezione. Sono un tipo piuttosto preciso e meticoloso, nel mio lavoro mi ha aiutato e mi ha aiutato anche nel mio hobby. L’inventiva, l’estro e la fantasia sono importanti qualità nel lavoro come nella vita di tutti i giorni. Senza di essi sarebbe tutto piuttosto monotono e io odio la monotonia. Io amo essere creativo e in cucina mi scateno.
C.M.:- Cosa rappresenta oggi il foodblogging?
M.N.:- Beh, per me rappresenta una valvola di sfogo. Uno spazio tutto mio dove potermi esprimere, dove dare consiglio sulle poche cose che conosco. È anche un modo per intessere rapporti e collaborare, soprattutto con il territorio, la nostra amata Puglia, che io amo tanto. È la possibilità di fare squadra.
C.M.:- Cosa non manca mai nella tua dispensa?
M.N.:- Oddio che domanda difficile! La mia dispensa è sempre esageratamente piena, a volte troppo. Io tendo ad acquistare di tutto  per non essere mai sprovvisto. Dovesse venirmi un attacco di creatività in cucina… Comunque nella mia dispensa non manca mai la farina (di farro, integrale, ai cereali, di tipo 1, 0, 00). Se c’è la farina, puoi sempre creare qualcosa di buono.
C.M.:- Qual è la tua “Ricerca del Gusto”?
M.N.:- La “Ricerca del Gusto” è una ricerca infinita e sempre in continua mutazione. Il gusto è personale, il gusto è qualcosa in continua evoluzione, il gusto è soggettivo. Io sono alla continua ricerca di sapori nuovi, abbinamenti che fanno vibrale le mie papille gustative e di sapori semplici e raffinati.
C.M.:- Ci racconti un piatto della tradizione italiana a cui ti senti molto legato? Qual è il tuo rapporto con la tradizione e l’innovazione?
M.N.:- Mmm, scelta davvero ardua, amo molto i piatti semplici e non quelli elaborati, se dovessi scegliere tra un piatto di lasagne al forno e uno di purea di fave secche con cicorie lesse, non avrei dubbi: le fave. Amo le orecchiette della nostra Puglia, e amo la pasta frolla come base dei dolci. Il mio rapporto con la tradizione è innovativo, ecco lo definirei così. Amo la tradizione ma allo stesso tempo amo rivisitarla e adattarla alle esigenze attuali. Amo scomporre, ricomporre, osare con un piatto della tradizione per farne un piatto moderno ma che non perde le sue radici con il passato.


C.M.:- Perché dovremmo continuare a seguire Mauro Niso?
M.N.:- Mah non so, perché sono simpatico? Perché non faccio delle brutte foto food? Perché le mie ricette sono semplici da realizzare e golosissime da mangiare? Perché amo la tradizione ma ancora di più
sperimentare con quello che la terra ci offre, soprattutto la terra di Puglia? Se non bastano questi motivi, beh fate un po’ voi ma continuate a seguirmi.

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