La Ricerca del Gusto : Intervista alla foodblogger Nunzia Bellomo

Ci sono storie che nascono in cucina, ma che dovrebbero essere raccontate come insegnamenti di vita. Questo è il caso di Nunzia Bellomo, foodblogger di Miele di Lavanda, influencer, numeri alla mano, tra le più in ascesa nel panorama – food italiano e portavoce di una cucina semplice ma gustosa. I suoi followers ne apprezzano il rispetto e la cura maniacale per la scelta delle materie prime, le tecniche di cucina veloci e ideali per chi ha poco tempo ma tanta passione e poi Nunzia ha un pregio, raro, crea empatia come poche. La sua cucina è un modo per dimostrare affetto e noi non potevamo che apprezzare chi lo fa con tanta passione. Buona lettura!

Candido Marinelli :- Ciao Nunzia, grazie per aver accettato il nostro invito. So che non ami molto parlare di te e preferisci invece “svelarti” attraverso il tuo lavoro, ma credo che la tua sia una storia bella da raccontare, a dimostrazione che volere è potere. Come è nato il tuo blog “Miele di lavanda” e come sei diventata una delle foodblogger pugliesi più amate?
Nunzia Bellomo: – Il blog nasce circa 7 anni fa sulla piattaforma “Giallo Zafferano”. Per me il blog era un vero diario segreto e nessuno sapeva di questa mia condivisione. Per un lungo periodo,nessuno sapeva chi ci fosse dietro il blog Miele di Lavanda. Un giorno però ho deciso di partecipare a dei contest e uscendone vincitrice ho iniziato (in realtà sono stata quasi costretta) a raccontare quella che era la mia esperienza. Quattro anni fa ho perso il mio lavoro, ed è stato quello il momento in cui ho deciso che la “food blogger” sarebbe stata la mia professione. Nasce così Nunzia – Miele di Lavanda, lascio la piattaforma di Giallo Zafferano, personalizzo il mio blog e inizio a navigare da sola… notti in bianco, pensieri, preoccupazioni, ma con un punto fisso in mente: trasformare la mia passione in attività lavorativa. Ho seguito tanti corsi di formazione e mi sono impegnata sacrificando molto della mia vita, anche privata, ma poco per volta ho iniziato ad ottenere riconoscimenti e gratificazioni. Oggi sono quella che conoscete.
Non so se sono tra le più amate, ma ho un bellissimo rapporto di fiducia e stima con chi mi segue.


C.M. : – Ci racconteresti una tua giornata lavorativa tipo?
N.B.: – Un po’ complessa da scrivere ma ci provo. Sveglia all’alba, un caffè e poi corsetta di circa 40 minuti, almeno 2 volte a settimana. Il tempo di terminare con le pulizie di casa e si procede con la colazione. Prima di tutto però penso allo scatto da realizzare e solo dopo aver terminato con gli scatti mi siedo al tavolo a gustare quello che il giorno dopo o a volte anche lo stesso, vedete in foto.
La mattinata continua in ufficio, tra telefonate, risposte alle e-mail e preparazioni nella mia cucina. Poi si torna a casa e come tutte le moglie e mamme preparo il pranzo per la famiglia. Il pomeriggio varia perché due giorni a settimana sono impegnata come assistente chef in una scuola di cucina, mentre gli altri giorni mi dedico alla scrittura dei testi, consegne di ricette o appuntamenti di lavoro.
C.M. : -Cosa rappresenta per te il foodblogging ?
Cos’è una foodblogger senza foodblogging? Un gioco di parole su cui dovremmo riflettere un po’ più spesso. Credo che non ci sia nulla di più bello, quanto fondamentale, per chi ha un ruolo come il nostro. Raccontare, comunicare, condividere oggi diventa quasi un’esigenza per la conoscenza e la valorizzazione di quello che ci circonda e faccio riferimento sia al cibo che al territorio.


C.M. : -Qual è la tua Ricerca del Gusto?
N.B.: – A volte penso che “cercare cercare cercare” abbia poco senso. Il gusto è quello che mettiamo nelle nostre cose, in quello che amiamo, in quello che cuciniamo,in quello che mangiamo.
La mia ricerca del gusto è dentro casa, nella mia cucina, sulla mia tavola.
C.M. : – La tua è una cucina molto legata al territorio, ma semplice e facile da realizzare. Qual è il tuo rapporto con la tradizione e l’innovazione?
N.B. : -Tradizione ed innovazione viaggiano di pari passo ed una non esclude l’altra. Quando parlo di tradizione parlo un po’ di basi di cucina, di ricette tramandate che in un certo senso fanno la storia della cucina italiana, l’innovazione è il valore aggiunto dato dalla trasformazione, di metamorfosi che avviene in essa grazie alla competenza e all’estro degli chef.


C.M. : – Grazie ancora per la disponibilità. Domanda consueta, cosa “bolle” nella pentola di Nunzia Bellomo di “Miele di lavanda” per i prossimi mesi?
N.B. : – Cosa bolle in pentola… beh oltre alle solite cose che non vanno assolutamente trascurate è in arrivo un importante progetto di cui però non posso svelarvi ancora nulla.. posso chiedervi qualche giorno di pazienza,vero?? (sorride)

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