Sui binari della Leopolda arriva il Terre Di Pisa Food & Wine

Cari lettori e care lettrici, eccoci ad una nuova missione alla Ricerca del Gusto.
Oggi siamo in viaggio su un treno immaginario, verso una fermata molto particolare: la Leopolda di Pisa.
Questa ex stazione, nonostante abbia visto passare numerosi treni, proprio non si rassegna alla vita da pensionata. Anzi si reinventa offrendo ben volentieri i suoi spazi per ospitare eventi come quello che vi raccontiamo oggi: il “Terre di Pisa Food & Wine Festival”.



Già nel titolo stesso è racchiusa tutta l’essenza di questa iniziativa, giunta alla settima edizione, volta a valorizzare l’enogastronomia locale.
Tre giorni (dal venerdì 19 alla domenica 21 ottobre) focalizzati sulle realtà produttive del territorio, che hanno ravvivato gli ambienti della ex stazione con ogni sorta di leccornia, tenendo in costante fermento i sensi dei numerosi visitatori (circa 8000 quest’anno).
La manifestazione, organizzata dalla Camera di Commercio in collaborazione con le associazioni di categoria, ha visto la presenza di 75 espositori del territorio pisano, che hanno mostrato ai visitatori i loro inconfondibili biglietti da visita: salumi, formaggi, pasta, olio, vino, lumache…vagonate di bontà ad occupare l’intera Leopolda.

Ad inaugurare l’evento, un apericena svoltasi sulla terrazza della stazione, naturalmente a base di prodotti locali, accompagnati da drink la cui realizzazione è stata affidata alle sapienti mani della Federazione Italiana Barman.

Da qui in poi, non solo assaggi e possibilità di acquistare prodotti, ma anche spunti di riflessione ed esperienze aventi il cibo come protagonista, come dimostrano i diversi eventi svoltisi parallelamente alla mostra mercato.

La cultura sull’alimentazione non può prescindere dal consumo consapevole, tema affrontato nel convegno “agricoltura e alimentazione – il valore e il prezzo del cibo”. Un chiaro messaggio sulla necessità di allargare il nostro orizzonte quando ci rechiamo al supermercato.
Molto gettonato è stato il punto informativo curato dall’Università di Pisa e dal centro sull’educazione alimentare Nutrafood. Qui gli esperti della materia hanno sfamato la curiosità dei presenti con approfondimenti sulle qualità nutraceutiche dei prodotti esposti e con “consigli d’uso” intesi come suggerimenti per una dieta si equilibrata, ma non necessariamente priva di sapore.

Per un evento che fosse anche a misura di famiglie e bambini, non sono mancate iniziative a scopo didattico e ricreativo come i giochi sensoriali e i laboratori di cucina, il tutto volto a soddisfare l’indole sperimentale dei più piccoli.
Insomma degustazione per tutti e in tutte le salse, ma soprattutto degustazione guidata, svolta in veri e propri laboratori dedicati all’assaggio dei prodotti locali, con un focus particolare sui bianchi, i passiti ed il vin santo della DOC “Terre di Pisa”.

Tra una visita alla bancarella dei formaggi e un pieno di cultura enogastronomica, per il visitatore una sosta al bar è d’obbligo. Ma dimenticate per un momento i classici bar: in questa location ad offrire un’esperienza sensoriale in pieno relax ci ha pensato l’Oil Bar. Gestito dall’Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extravergine d’Oliva (ASCOE), in questo spazio è stato possibile degustare il prezioso oro giallo con il tradizionale assaggio, ma anche con vere e proprie merende a base di pane olio e pomodoro.

Non sono mancati momenti di spettacolo e di competizione volti ad animare la kermesse in chiave food.
I vari Show Cooking guidati da conduttori televisivi e scrittori enogastronomici hanno visto la partecipazione di chef provenienti da ristoranti locali, cimentatisi nella realizzazione dal vivo di ricette classiche, ma “riscritte” in modo innovativo.
Infine una gara tra i birrifici locali ha chiuso l’edizione 2018 del festival: nel Terre di Pisa Beer Contest sono andati in sfida 5 produttori artigianali, con le loro birre sottoposte a severe valutazioni su aspetto, aroma, originalità, territorialità, gusto e olfatto, da parte di giurie tecniche e popolari.

Quale conclusione possiamo trarre da questa tre giorni all’insegna del Gusto? Sicuramente è stata una buona occasione per tutti: per i produttori una vetrina per farsi conoscere meglio, per i visitatori un suggerimento ad essere meno “consumatori” e un po’ più “cultori” del cibo, per il territorio una conferma che il Gusto è davvero a portata di mano.

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