Viva la Vite: Pescara celebra gli Artigiani del Vino

La Ricerca del Gusto non può non soffermarsi nei luoghi in cui il gusto è più genuino e i prodotti sono ottenuti rispettando il ciclo naturale delle piante.
Nelle giornate dell’11 e 12 novembre siamo stati a Pescara nella sede dell’ex stabilimento Aurum, ora ribattezzato “Aurum – La fabbrica delle idee“, per prendere parte all’evento “Viva la Vite – Artigiani del Vino“.E, in effetti, tra gli espositori della fiera erano presenti cantine che hanno poco a che fare con le grandi, e meno grandi, realtà meccanizzate e condotte a livello industriale. Le cantine presenti erano produttori di vini biologici, biodinamici, naturali e produttori Triple A. Il parametro di confronto più immediato tra queste diverse tipologie di vini è la presenza di anidride solforosa, consentita in determinati limiti decrescenti passando dai vini biologici a quelli biodinamici a quelli naturali ed espressamente vietata nel manifesto costitutivo del movimento Triple A.Tra i banchetti degli espositori è stato possibile degustare soprattutto i vini ottenuti dai principali vitigni abruzzesi. L’ Abruzzo è la quinta regione italiana per produzione vinicola e può vantare diversi vitigni di assoluta qualità. Su tutti il Montepulciano d’Abruzzo, col suo colore rosso rubino intenso ed un gusto mediamente tannico, di buon corpo ed ottima struttura, è tra i più apprezzati e diffusi vitigni italiani a bacca rossa; da anche vita ad un ottimo rosato, il Cerasuolo. Se sul trono del miglior rosso c’è il Montepulciano, che quest’anno celebra i 50 anni del riconoscimento della DOC Montepulciano d’Abruzzo, per i bianchi abruzzesi ha più senso parlare di podio. Sul primo gradino è posizionato il Trebbiano d’Abruzzo, che rispetto ai vari suoi “fratelli” risulta più espressivo della sua zona di produzione, con un sapore secco, sapido ed un retrogusto lievemente amarognolo. Sugli altri due gradini possiamo posizionare il Pecorino, che presenta evidenti note agrumate ed un gusto piacevole, fresco e dall’elevata mineralità, e la Passerina, con la sua freschezza fruttata ed una buona sapidità.
A fare da corollario alla fiera-mercato, diversi seminari-laboratorio incentrati sul terroir della Valle della Loira, sui piccoli terroir dello Champagne e sulla degustazione di zafferano ed olio. Infine, un momento di approfondimento sul mondo del cioccolato, con degustazione di cioccolati pregiati in abbinamento con vini passiti e distillati.L’associazione “Viva la Vite” nasce da un idea di Giorgia Brandimarte e del suo compagno, Giuseppe Zolfo, operante nel settore enogastronomico, e dalla volontà di realizzare qualcosa di concreto nella loro città di Pescara, dopo aver partecipato a molte fiere di settore in Italia ed in Europa alla ricerca di nuovi prodotti da proporre alla mescita. È stato coinvolto da subito anche Carlos Casasanta in questo progetto, esperto del settore e promotore di prodotti enogastronomici.La fiera ha la finalità di far conoscere le tante piccole realtà presenti in Italia e all’estero, rappresentative dei diversi terroir, che dimostrano di condurre la vigna in modo artigianale. Questo significa, tra le altre cose, non utilizzare prodotti chimici di sintesi, limitare l’utilizzo di anidride solforosa ed effettuare la vendemmia manualmente; per gli altri requisiti di partecipazione vi rimandiamo al link dell’associazione “Viva la Vite” https://www.vivalavite.it/la-fiera/Come ci spiega la presidente Giorgia Brandimarte: “Durante l’anno organizzeremo dei tour dedicati soprattutto agli operatori: andremo a visitare direttamente le cantine che hanno partecipato ai nostri eventi, perché è importante far capire dove e come nasce il vino, i differenti terroir e le differenti tecniche, sempre nel rispetto della natura e dei suoi frutti. Vi anticipo che le prossime tappe saranno Piemonte e Puglia e che in estate ci sarà un altro evento. Vorremmo che Viva la Vite diventasse non solo una fiera annuale ma un vero e proprio movimento.”
Siamo certi che con l’impegno e la dedizione si possano ottenere grandi risultati e che certi movimenti siano un bene anche per il futuro del pianeta.

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