La Ricerca del Gusto : Intervista alla foodblogger Michela Cumis

“Lo sai perché mi piace cucinare?”
“No, perché?”
“Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!”  (Julia Child)                                       

La Ricerca del Gusto oggi ospita Michela Cumis, foodblogger di Cucinato e Mangiato. Per presentarvela abbiamo scelto una battuta celebre della cuoca e personaggio televisivo statunitense.C’è del calore nell’idea di cucina di Michela, rassicurante come solo un pasto consumato in famiglia sa esserlo. Potremmo anche definirla una foodblogger atipica, se confrontata con l’idea comune che riviste e social ci hanno propinato negli ultimi anni. Michela ha nel rispetto delle materie prime, quasi un rapporto mistico, di fede incondizionata. Il risultato è che i suoi piatti sono gioia, passione, una “coccola” privata, pensata da Michela per i suoi uomini, un marito che si presta anche come Food Photographer , autore delle foto qui correlate e due piccole pesti sempre pronte a dare una mano… Infondo la cucina è questo: si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare. Buona lettura! Non perdetevi la ricetta di Michela Cumis pensata esclusivamente per i lettori di “La Ricerca del Gusto” ! 

 

Candido Marinelli: – Ciao Michela, è un piacere averti qui su “La Ricerca del Gusto”. Partiamo dall’inizio, cosa dobbiamo sapere di te e come è nata l’idea di aprire un FoodBlog?
Michela Cumis: – Ciao a te Candido, che io ricordi la cucina è sempre stata presente nella mia vita. Sin da piccola le mie nonne e mia madre mi hanno coinvolta nella preparazione dei pasti. Ricordo ancora quando a 7-8 anni mi divertivo a fare composizioni nel piatto anche solo con un uovo sodo ed un’insalata mista! La passione vera propria però è nata andando a convivere con mio marito, ogni giorno era buono per un esperimento o per una nuova ricetta. Poco alla volta ho capito che condividere con gli altri questa mia passione, far capire che tutti possono ottenere degli ottimi risultati senza avere chissà quali competenze, era la mia “missione”. Basta un po’ di impegno, tanta voglia di mettersi in gioco e la cena è servita.
C.M. :- Hai dei modelli in cucina che inspirano le ricette di “Cucinato e Mangiato” Chi pensi possa essere il tuo lettore “tipo”?
M.C.:- Sono una persona che osserva tanto ma che alla fine fa di testa sua perciò per ogni ricetta carpisco informazioni qua e là e poi do libero sfogo alla mia fantasia ed a quello che ho nel frigo!!! Io penso che tutti possano approcciarsi alle mie ricette perché nel blog c’è un po’ di tutto, dalla ricetta base semplice a qualcosa di invece più elaborato. Penso quindi che il mio “lettore tipo” possa identificarsi con chiunque abbia voglia di preparare un piatto con amore per sé stessi e per chi gli sta accanto.
C.M. : – Qual è la tua Ricerca del Gusto?
M.C. : – Partendo dal presupposto che il gusto è puramente soggettivo, quello che io cerco e vorrei trasmettere agli altri è la riscoperta dei sapori autentici. In una società sempre più frenetica ci si ritrova sempre più spesso ad acquistare piatti pronti che non hanno nulla a che vedere con quelli fatti in casa. Questa mia ricerca parte in primis dai miei figli e da mio marito che coinvolgo quotidianamente per insegnar loro ad apprezzare ed assaporare il “vero gusto”.
C.M. : -Quanto la tua cucina è legata al territorio? C’è un piatto o un prodotto a cui ti senti più legata?
M.C. :- Io nasco da un papà piemontese ed una mamma campana perciò la mia cucina prende spunto da entrambe le regioni. Conoscendo poi mio marito, che è siciliano, ho scoperto un altro mondo, specialmente quello del pesce fino ad allora a me sconosciuto. Detto ciò penso che farei carte false per una tartare di fassona.
C.M. : -La tua è una cucina di gusto ma pratica, veloce, fruibile per prima cosa sia da tuo marito che dai piccoli di casa. Questo è un vantaggio o uno svantaggio? Ti senti libera di poter sperimentare?
M.C. : – Ho la fortuna di avere accanto tre uomini che mangiano di tutto perciò l’unico limite alla mia cucina forse è la loro voglia di partecipare a tutto ciò che faccio.
C.M. : -Cosa non può mai mancare nella tua dispensa? Assolutamente la farina! Ne ho di tutti i tipi e provenienze. Adoro impastare a mano, per me è proprio terapeutico perché mi rilassa. Poi vuoi mettere il profumo del pane caldo appena sfornato? Per non parlare delle innumerevoli torte e biscotti che sforno settimanalmente.
C.M. : – Ora, per conoscerti meglio, ci regaleresti una tua ricetta?
M.C. : – Ve ne do una creata appositamente per questa occasione e che mi rispecchia molto: Risotto al Castelmagno con mela annurca e vino Alcamo. È un piatto che unisce il mio passato, le mie origini: il Piemonte e la Campania con il mio presente e la mia seconda casa: la Sicilia. Questa sono io, ingredienti semplici che se ben combinati possono dare ottimi risultati. Ed ora ecco la ricetta passo passo. Le dosi sono per 2-3 persone…in base alla fame che si ha:
• 200 g di riso carnaroli
• 2 mele annurca
• ½ bicchiere di vino Alcamo
• 100 g di Castelmagno
• 50 g di zucchero
• 70 g di succo di mele
• ½ cipolla
• burro
• brodo vegetale
• olio extravergine d’oliva
In un pentolino ho sciolto lo zucchero con 50g di acqua ed ho fatto sobbollire sino ad ottenere uno sciroppo che poi ho fatto leggermente raffreddare. Con uno scavino ho realizzato delle palline di mela che ho fatto cuocere per 5 minuti in un padellino con lo sciroppo ed il succo di mela. In un tegame ho fatto appassire la cipolla tagliata finemente con una noce di burro ed un cucchiaio d’olio. Quando la cipolla è diventata trasparente ho unito il riso e l’ho fatto tostare. A tostatura avvenuta ho sfumato con il vino ed una volta evaporato l’alcool ho aggiunto gli scarti delle palline di mela tagliati finemente ed il brodo. Ho portato il riso a cottura aggiungendo il brodo poco alla volta. Una volta pronto (tenetelo un minuto indietro rispetto alla cottura) ho tolto la pentola dal fuoco ed ho mantecato con il castelmagno tagliato finemente ed una noce di burro (ben freddo mi raccomando), ho mescolato e coperto per 2 minuti. Trascorso il tempo del riposo ho mescolato nuovamente ed ho servito aggiungendo le palline e delle fettine di mela annurca. Ora non mi resta che dire…BUON APPETITO!

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Michela Cumis è presente anche su Facebook ed Instagram.

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