Il mio rapporto molto particolare con il cibo. Intervista a Zia Flavia Foodn’Boobs

Partendo dal presupposto che il Gusto, come sapore e come sapere, manifesta uno scarto sul piano della comunicabilità, della descrivibilità e dell’analisi che pure, dal gusto, si dispiegano (se pensate di aver letto una supercazzola, vi consigliamo di non andare oltre nella lettura…) vi proponiamo una bella intervista alla foodblogger napoletana più “Pop” che ci sia : Zia Flavia Foodn’Boobs. Evitiamo le presentazioni, Zia Flavia è tra le foodblogger italiane più seguite in Italia… eppure abbiamo provato a metterla in difficoltà. Attenzione: questo non vuol dire che le nostre domande siano state “cattive”, ma abbiamo voluto raccontare la sua idea di gusto e critica gastronomica che non troverete nelle sue altre interviste in giro. Ne è uscita un’intervista che ci rende orgogliosi, scevra da ogni preconcetto che si possa avere su un personaggio noto, quindi amato ed invidiato in pari misura e che offre molti spunti di riflessione. Buona lettura!

Candido Marinelli : – Ciao Zia Flavia, grazie per aver accettato il nostro invito. Partiamo da una domanda d’obbligo: quanto ti è calzante o meno l’etichetta di “foodblogger” e come è nato tutto questo?
Zia Flavia : – Grazie a voi! È sempre bello avere l’opportunità di dire la propria. Ammetto che l’etichetta di “foodblogger” mi sta un po’ stretta, come qualsiasi tipo di appellativo, d’ altronde. Lo sono perché cucino, amo il cibo, e do consigli sui ristoranti che per me sono migliori, ma non solo! Io sono soprattutto Zia Flavia, una donna napoletana che mostra con fierezza la sua mediterraneità nel modo di esprimersi, nell’approccio alla vita, nella cucina e nel fisico. La mia pagina nasce appunto dall’ esigenza di voler condividere tutte queste cose con quante più persone possibili: un bisogno tipicamente napoletano!
C.M. : – Secondo Epicuro la felicità è il fine dell’esistenza umana. A parer tuo, quando il cibo è felicità? E come si comunica questa felicità?
Z.F. : – Io ho un rapporto con il cibo molto particolare. Riesce ad essere per me sia fonte di grande tristezza che di grande felicità. Mi rende felice quando è preparato con amore e passione, poi non importa che sia io la consumatrice o la cuoca. Adoro veicolare il mio affetto tramite i miei piatti e quindi cucinare per le persone che amo. Mi rattrista invece mangiare da sola, preparare pietanze solo per me e addentare qualcosa solo per nutrirmi. Sono una donna del sud, per me i pranzi sono un momento di aggregazione e condivisione. Da quando vivo a Milano la mia pagina è diventata per me la mia tavola imbandita, alla quale tutti i miei nipoti (followers) siedono.
C.M. : – Il gusto ha molto a che vedere con la memoria e , da buona napoletana , hai un bagaglio enogastronomico di livello e appresso sin dai primi passi. Qual è la tua Ricerca del Gusto e quanto è influenzata (o condizionata) dalle tue origini ?
Z.F. : – È interamente influenzata dalle mie radici, così come ogni parte di me. Non c’è piatto che io prepari che non provenga dalla cucina tradizionale napoletana. Anche quando tento di sperimentare, parto sempre da quello. Ormai il mio palato è tarato così!
Ma credo che sia uguale per tutti e non solo in cucina. Gli odori preferiti, i suoni, i sapori sono sempre quelli che ci ricordano momenti felici dell’infanzia e quindi delle origini.
C.M. : – Cosa significa fare critica gastronomica ai tempi dei social network?
Z.F. : – Questa è una splendida domanda e risponderò molto seriamente: i social hanno dato, il microfono a tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Oggi tutti possono essere critici gastronomici, chiunque fotografa i piatti e ne scrive le recensioni su Instagram, Facebook o TripAdvisor. E meno male, direi! La libertà di opinione è sacrosanta. Fino a che però questa non lede qualcuno. Capisco la critica negativa di un cliente che non ha mangiato bene in un ristorante. È un’opinione che, insieme a quelle di tanti altri, crea la reputazione di un locale. Non condivido però la critica negativa da parte dei foodblogger. In quel caso non è soltanto un parere personale. Un influencer ha il potere, appunto, di influenzare l’opinione di migliaia di persone che probabilmente non hanno neanche mai mangiato in quel posto, decidendone le sorti. Io ho grande rispetto del lavoro altrui, dietro l’apertura di un locale spesso ci sono grandi sacrifici da parte di famiglie intere. E anche se magari non sanno cucinare come piace a me, io non sono nessuno per calpestare la loro fatica. Piuttosto vado dal proprietario e a quattro occhi gli dico cosa secondo me dovrebbe migliorare. Io ho scelto di scrivere solo recensioni positive. Quando un ristorante non mi piace, evito di esprimere giudizi. Credo che alcuni Foodblogger si servano della recensione negativa per “elevarsi”, trovo che sia un atteggiamento non degno di stima.
C.M: – Cosa non può mai mancare nella sua dispensa ?
Z.F. : – La pasta, l’aglio e l’olio d’oliva di mia nonna.
C.M. : – Ringraziandoti per la disponibilità, la salutiamo con la richiesta di un ultimo regalo… Chi (come noi) la segue da tempo, sa benissimo che sei anche un ottima cuoca. Ci regala una sua ricetta ?
Questa richiesta mi lusinga tantissimo.
Con immenso piacere, vi regalo una mia vecchia videoricetta:
I paccheri ripieni e fritti

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