MiScusi : il lato “Pop” della Pasta

Credo che l’inferno sia molto simile ad una giornata di pioggia a Milano. Forse solo un tantino più caldo. La sede di MiScusi (Cinque Giornate) dista pochi minuti a piedi da piazza Duomo, una passeggiata che avrei fatto volentieri, nella zona centrale di Milano che conserva il fascino di città più internazionale d’Italia. Invece sono stato costretto a raggiungerla in taxi, fermo in un serpentone di automobili impacciate, sotto la pioggia incessante di questo maggio atipico. Potete immaginare il mio stato d’animo. Eppure… Una giovane cameriera mi accoglie con il sorriso sulle labbra, mentre mi destreggio goffamente tra ombrello, porta e borsa. “Sai come funziona ?” Mi chiede mentre mi guardo intorno. Un modo semplice ma geniale, per fare entrare nell’idea, quasi ludica, che sta a monte del successo di questa catena di ristoranti  casual-pop. L’ambiente finto informale ma studiato nel particolare, le sedie differenti tra loro, quasi fossero state rimediate all’ultimo minuto e le tavolate condivise tra sconosciuti, accrescono lo stato di convivialità del posto. Il pastificio in bella vista, con il mulino in pietra che ogni giorno macina il grano duro di Altamura è una carezza, come la possibilità di riempire la brocca d’acqua e i calici di vino al bancone. E poi inizia il gioco: la pasta e poi tutto il mondo che le gira intorno. Le descrizioni del menù strizzano furbescamente l’occhio ai ricordi più belli, quelli che più o meno abbiamo tutti (o abbiamo fatto nostri) legati alla serenità dell’infanzia. Scegli la trafila di pasta (sempre presenti spaghetti, tagliatelle, paccheri e rigatoni, le altre in base alla disponibilità del momento), il condimento (i classici italiani più noti, dal pesto alla bolognese, ci sono tutti) e poi via libera alla fantasia con la scelta di topping croccanti (mandorle, pistacchi, mollica tostata…) e formaggi vari. Scelgo rigatoni di grano duro, cacio e pepe con la proposta del mese: tartare di gamberi di Mazara del Vallo e scorza di limone. Cottura purtroppo non proprio al dente (peccato), ma ho apprezzato il condimento, sapido il giusto, senza eccedere di pepe. Fresca la tartare ad incorniciare il gusto delicato del piatto. Ottimo il consiglio che mi era stato dato e che vi ripropongo: non si può passare da una qualunque delle sedi di MiScusi (sono tre a Milano, con Torino e Bergamo) e non assaggiare il pesto! Dunque trofie al pesto per me, qui servite con burrata e pinoli. Fresco, distinguibile al palato il basilico e il parmigiano, un po’ meno l’aglio, in un gioco cromatico tra verde e bianco della stracciatella che ne fanno uno dei piatti più “instagrammati” dai foodlover. Con quali dolci si conclude la domenica a casa di nonna? Tiramisù e torta della nonna (appunto…) ovviamente! Da MiScusi son in menù e vengono serviti in abbondanti porzioni. Due ragazze si siedono al mio fianco, attendono che le loro ordinazioni siano pronte. Parlano di esami da sostenere, affitti da pagare e sognano il sole del Salento, con gli occhi fissi alla finestra per esorcizzare la pioggia incessante. I loro gadget si illuminano a segnalare i piatti pronti sul bancone, sospirano quasi all’unisono: finalmente una gioia! Questo è il segreto del successo di MiScusi.

MISCUSI
Indirizzo : Via Pompeo Litta 6, Milano

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