Cinque cose che non sai su… le Ciliegie

Di certo, per usare un eufemismo, non è una buona annata per la produzione italiana anzi una delle peggiori degli ultimi anni ma questo non impedisce di soffermarsi sulle tante virtù di uno dei frutti che ci accompagnano nel definitivo passaggio alla bella stagione. Oggi vi parliamo di un “functional food”: le ciliegie. Augurandovi una buona lettura vi ricordiamo che la nostra ricerca continua su Facebook ed Instagram.

  1. Partiamo dal significato di “functional food”. Si tratta di quegli alimenti che, oltre ai loro valori nutrizionali, hanno particolari proprietà benefiche per la salute. Ciò è dovuto in particolar modo alla presenza degli antociani e polifenoli, potenti antiossidanti ed antinfiammatori.
    Contengono la vitamina A, C e vitamine del gruppo B, ma anche sali minerali (ferro, magnesio, calcio, potassio e zolfo) che aiutano a combattere la stanchezza.
    Inoltre nelle ciliegie è presente l’acido malico che ha effetti drenanti sul fegato, purifica il sangue e facilita la digestione.
    Per ultimo, grazie ai flavonoidi, stimolano la produzione di collagene, proteggendo la pelle ed abbassano il livello di colesterolo cattivo.
  2. Le varietà di ciliegie sono tante ed in continua evoluzione, per merito della ricerca scientifica. Vogliamo soffermarci su tre varietà molto diffuse nella cerasicoltura pugliese.
    La Bigarreau Burlat è un varietà di origini francesi. La consistenza non è molto elevata ma le qualità gustative risultano essere molto buone.
    Proseguiamo con la Giorgia, una varietà italiana i cui frutti hanno maggiore consistenza rispetto alla Bigarreau Burlat. Nel complesso anche la tenuta e la pezzatura sono considerevoli.
    Chiudiamo in bellezza con la Ferrovia che, con la sua caratteristica forma a cuore, è la grande star della cerasicoltura pugliese, da frutti ottimi per pezzatura e consistenza. Ha un sapore dolce e succoso.
  3. Alcune ciliegie possono fregiarsi di marchi di qualità. Tra queste la ciliegia di Vignola e la ciliegia di Marostica,
    Con la denominazione ciliegia di Vignola IGT si fa riferimento a diverse varietà prodotte in alcuni comuni modenesi e bolognese in una zona altimetrica che va dai 30 fino ai 950 metri s.l.m..
    La ciliegia di Marostica è un altro “gruppo” di ciliegie ad avere una certificazione di qualità ed è stata la prima ad aver ottenuto il riconoscimento europeo IGP; rientrano in questa denominazione diverse tipologie di ciliegie prodotte in alcuni comuni vicentini.
    La ciliegia dell’Etna è invece l’unica ad avere la certificazione DOP. Comprende molti comuni vicentini e si contraddistingue per il lungo processo di maturazione, dovute alle elevate altitudini dei terreni a ridosso dell’Etna.
  4. L’innalzamento delle temperature ed il prolungamento delle ore di luce tipico delle giornate a cavallo tra maggio e giugno favorisce il propagarsi di numerose feste paesane che celebrano questi frutti. Tra i tanti eventi citiamo la Sagra della Ciliegia Ferrovia a Turi (BA) nei primi giorni di giugno, la Sagra di Marostica (Vi) e la Sagra di Lari (PI) entrambe comprendenti diversi appuntamenti a fine maggio ed inizio giugno. Per ultimo, una menzione la merita la manifestazione “Vignola… è tempo di ciliegie” ad inizio giugno.
  5. Le maggiori regioni produttrice italiane sono Puglia, Campania e Veneto. Completano la “top five” Lazio ed Emilia Romagna. L’esportazione delle ciliegie italiane è diretta essenzialmente in Germania, con Austria e Svizzera che completano il podio.
    Ampliando l’orizzonte, a livello mondiale il maggior produttore è la Turchia, seguito dagli USA e dall’Iran. Poi troviamo Uzbekistan e Cile. Secondo gli ultimi dati Faostat l’Italia è al sesto posto, in attesa dei dati definitivi della raccolta in corso, sicuramente molto al di sotto della media degli ultimi anni, in cui la produzione italiana si è aggirata tra 100.000 e 140.000 t.

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