Templari di ritorno dalla Crociate in Terra Santa. Santi pittori. Piccoli centri urbani dove il tempo si è fermato. Nella storia che vi stiamo per raccontare, c’è proprio tutto. No, non è la trama di una nuova serie Netflix. Siamo a Galàtone, piccolo centro urbano della penisola salentina. Il territorio, ricco di ulivi, vigneti e mandorleti, è stato fino al primo dopoguerra, si da epoca bizantina, un importante snodo commerciale tra i mercanti giunti dal nord con il Sud della Puglia. Di certo, uno dei prodotti autoctoni più apprezzati, è la protagonista dell’articolo di oggi: l’Albicocca di Galàtone. Dalle piccole dimensioni (sono grandi quasi quanto una mandorla) ma dal profumo sensazionale, vi sveleremo le “Cinque cose che non sai su… le Albicocche di Galàtone” . Siete pronti per fare un salto in Salento?

  • Perché un prodotto, seppur di piccole dimensioni, precoce rispetto ad altre cultivar (la raccolta è prevista nei primi quindici giorni di giugno), ma dal profumo impareggiabile e dalla consistenza talmente morbida, da dare la parvenza di liquefarsi all’assaggio, rischia di scomparire, sostituita da altre colture? Sono proprio le sue qualità che rendono l’albicocca di Galàtone un’esperienza unica- gastronomica- sensoriale, la penalizzano per quanto riguarda le esigenze del mercato. Troppo delicata per la manipolazione industriale e per i viaggi sulle lunghe distanze. Per questi motivi, l’albicocca di Galàtone è sotto la tutela dei Presidi Slow Food, che si propone di aiutare i produttori a reimpiantare le albicocche di Galàtone e a riportarle sul mercato.
  • Ma come sono arrivate le albicocche in Salento? Il mito narra che siano state portate dai Templari di ritorno dalla Terra Santa. Solo una leggenda?L’origine dell’albicocca va ricercata in Armenia e l’albicocca, come la maggior parte delle piante originarie del Vicino e Medio Oriente, è stata appunto importata, secondo gli storici dell’agricoltura, proprio ai tempi delle sanguinose lotte in Terra Santa. Altro mito molto interessante è tramandato dagli anziani contadini: sarebbe stato San Luca a dipingere le tipiche “lentiggini” di cui abbonda la buccia di questa prelibatezza salentina.
  • Siete in vacanza in Salento e la storia dell’Albicocca di Galàtone vi ha colpito particolarmente, tanto da voler visitare la cittadina da cui prende il nome? Nella cittadina sono ancora visibili i segni del glorioso passato, con chiese in stile tardo barocco e decori rococò (Santuario del Crocifisso) e le mura medioevali. Ma esiste ancora nell’agro di Galàtone un albero di ottant’anni, un vero patriarca vegetale, che piega i suoi rami carichi di frutti fino a toccare il suolo. Secondo i produttori, la spiegazione di questa longevità va ricercata nel fatto che a Galàtone si era soliti innestare le albicocche su mandorlo amaro invece che sul susino.
  • Che sono buone ve lo abbiamo già detto, che fanno bene è importante sottolinearlo. In 100 g di parte edibile , abbiamo 86,3 g di acqua, 0,4 g di proteine, 0,1 g di lipidi, 6,8 g di glicidi, 1,5 g di fibra, 13 mg di vitamina C, 0,03 mg di vitamina B1, 0,03 mg di vitamina B2, 16 mg di calcio, 16 mg di fosforo, 320 mg di potassio, 0,5 mg di ferro, betacarotene, luteina ecc. e forniscono 30 kcal! Sono diuretiche e lassative.
  • Chiudiamo in dolcezza. Voglia di marmellata di albicocche di Galàtone? Ecco a voi una ricetta facilissima da preparare (e dal Gusto assicurato!)

         Ingredienti:

    • 1 kg di albicocche di Galatone
    • il succo di 1 limone
    • 300 gr di zucchero

    Preparazione:

    • Lavate bene le albicocche
    • Fate attenzione che siano asciutte
    • Tagliatele a metà ed eliminate il nocciolo
    • Riponetele in una ciotola
    • Versate lo zucchero per intero
    • Versare il succo di 1 limone. Fate attenzione a non far cadere i semi del limone!
    • Mescolate bene e lasciate riposare per 24 ore
    • In una pentola versate le albicocche macerate e mettetele sul fuoco molto basso
    • Mescolate con cura (preferibilmente con un cucchiaio di legno)
    • Fate cuocere per 50/60 minuti
    • Prima di versarle nei barattoli (sterilizzati in precedenza) fate riposare per un’ora.

    Variante:
    Se volete un gusto diverso aggiungete un pizzico di cannella o 15 mandorle tritate finemente.

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