Cinque cose che non sai su… gli Struffoli

Passate con noi il Natale a Napoli? Perché qui si sa: è una cosa seria! Qui il presepe è un arte, con un’intera strada del centro storico dedicata. Per non parlare della cura e della ricchezza della cucina dedicata. Anzi, parliamone. In questi giorni di festa, vi raccontiamo il dolce natalizio più napoletano che ci sia. Si, parliamo proprio di loro: gli struffoli! “Christmas edition” per la nostra rubrica “Cinque cose che non sai su…” : Buona lettura e buone feste!

  1. Sfatiamo subito un mito: i napoletani NON hanno inventato gli struffoli. Con buona pace degli amici partenopei, noti per la loro impareggiabile creatività, sembra che gli struffoli siano giunti a Napoli al tempo di Partenope, per mano dei Greci. A questa tesi viene in aiuto l’etimologia del nome “struffolo”. Nella lingua greca abbiamo le parole “strongoulos” – (arrotolato) e “pristòs” – (tagliato) : Una “pallina strongoulos e pistòs” : uno stroffolo, in pratica. Un’altra corrente di pensiero, forse più fantasiosa ma priva di fondamenti storici, lega l’etimologia della parola struffolo, al gesto dello “strofinare”, indispensabile per la preparazione della pasta, prima di tagliarla in cilindri.
  2. Nel 1692, il cuoco e gastrosofo marchigiano Antonio Latini, da alle stampe il trattato di cucina “Lo scalco alla moderna” che diventerà una pietra miliare per la cultura gastronomica italiana perché rappresenta «la summa di tutta la letteratura precedente, dagli esordi della gastronomia umanistica ai trattati maggiori dell’età rinascimentale» Qui vengono citati gli “strufoli – o anche struffoli – alla romana” dei dolci preparati alla stessa maniera degli struffoli napoletani. In Umbria e in Abruzzo lo struffolo si chiama cicerchiata, perché le palline di pasta fritta legate col miele hanno la forma di cicerchie. Cicerchie e struffoli sono lo stesso dolce? Sembrerebbe proprio di si.struffoli
  3. Abbiamo detto dell’Umbria e dell’Abruzzo, ma anche in Tuscia, nella provincia di Viterbo, sono presenti gli struffoli. Con questo appellativo vengono chiamate le frittelle di pasta dolce e si consumano nel periodo del Carnevale. Gli struffoli sono presenti anche a Palermo, altra città nota per sua dolce gastronomia. Curiosità: a Palermo si chiamano “strufoli”, con una “f”, ma la preparazione resta pressochè uguale.
  4. Ed ora mettiamoci alla prova. C’è una ricetta perfetta per gli stuffoli? E qui è un po’ come le polpette: anche se gli ingredienti sono esattamente gli stessi, mangerete tanti struffoli diversi quanti sono le case in cui vi verranno offerti (o le pasticcerie in cui li acquisterete). Vi proponiamo non la ricetta migliore, ma quella che a noi piace di più. Raccontateci la vostra!Ingredienti per Struffoli

    Farina  400 gr

    Uova  4

    Burro 50 gr

    Liquore all’anice 1 bicchierino

    Sale 1 pizzico

    Olio di semi vari per friggere

    Miele millefiori deve essere un miele compatto 500 gr

    Cedro scorza candita 100 gr

    Zucca candita, cucuzzata 50 gr

    confettini multicolore 100 gr

    cannellini (confettini con anima di anice) 50 gr

    Procedimento per Struffoli

    Impastare la farina con il burro, le uova e il sale fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo

    Aggiungere anche il bicchierino di anice e impastare ancora

    Riporre l’impasto in un angolo del tavolo e iniziare a staccare dei piccoli pezzi a cui dare la forma di un lungo grissino

    Tagliare il “grissino” in piccoli pezzetti di circa 1 cm Iniziare a scaldare olio abbondante in una pentola

    Disporre la carta assorbente in un piatto

    Con l’olio a temperatura iniziare la friggitura di pochi struffoli per volta (se la farina crea schiuma a contatto con l’olio, rompere le bolle di schiuma con la schiumarola).

    Continuare la frittura riponendo diversi strati sulla carta assorbente In una pentola ampia versare il miele e mettere sul fuoco moderato continuando a mescolare fino a che diventi liquido

    Versarvi dentro tutti gli struffoli e mescolare a fuoco basso

    Versare sul piatto di portata gli struffoli con sopra i vari confetti colorati. (Si consiglia di porre al centro del piatto un barattolo vuoto così quando sono freddi, togliendolo, rimane la tradizionale forma di questi dolci.)

    Tagliare le scorze candite a striscioline e disporle sopra.

  5. Concludiamo con la risposta che forse cercavate sugli struffoli: Perché lo struffolo perfetto deve essere di piccole dimensioni? Perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto col miele e avviene la magia: il sapore esplode! Questo avviene soltanto se si confezionano delle palline di pasta di piccole dimensioni. Buon Natale da La Ricerca del Gusto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.