Cinque cose che non sai su … i Fichi

Fico (che fico) ” cantava Pippo Franco in un Sanremo del 1982 volutamente trash, ma diventato tormentone… (non la conoscete? recuperatela su YouTube, una fotografia dei teenager dei primi anni ’80). Gergo giovanilistico a parte, quante ne sapete sui “Fichi” ? Lo avrete capito, anche questa volta scendiamo in Puglia, per raccontarvi uno dei frutti ( per essere precisi, infruttescenza ) più dolci, ricchi di storia e che sta spopolando su Instagram ! Cinque cose che non sai su… i Fichi : Buona lettura!

  • Il Fico ( Ficus carica L.), appartiene alla famiglia delle Moraceae. Può raggiungere gli 8 metri di altezza, ha una corteccia liscia e grigia ed è caratterizzato da foglie decidue e alterne, notevolmente lombate, ruvide sulla parte superiore e lanuginose su quella inferiore. I fiori? Minuscoli, racchiusi all’interno di una struttura carnosa (il ricettacolo), da cui si sviluppa il frutto, che come già accennato è un falso frutto, un sinconio entro il quale si sviluppano i veri frutti della specie, gli acheni, costituiti da piccoli granellini diffusi nella polpa.
  • Si fa presto a dire “fico” …  ma quante varietà di alberi di “fico” ci sono? Facciamo chiarezza: si distinguono in unifere  bifere. Le prime producono solo i forniti (o più conosciuti come fioroni).  Le bifere producono due infruttescenze: i fioroni, appunto, che si generano sui rami dell’anno precedente e maturano nel mese di giugno, le seconde sono i fichi, maturano a fine estate.
  • Il Fico si lega, da sempre, al panorama agricolo pugliese, partecipando attivamente all’economia agricola regionale. Volendo fare  una classifica, è, per importanza, al terzo posto dopo Olivo e Vite.  Così afferma Ferdinando Vallese: ” Quand’anche non avessero trasportato piante, i fichi secchi dovevano costituire senza dubbio una delle provviste più gradite e di più facile e lunga conservazione nei viaggi intrapresi dalle antiche stirpi che popolano il bacino del Mediterraneo”. Fino a pochi decenni fa, il fico e i suoi frutti hanno assunto un valore enorme, se si pensa al sostentamento che hanno tratto famiglie di braccianti, coloni e mezzadri, una coltura di rapida entrata in produzione ed autonoma trasformazione dei frutti. Il cambiamento dei mercati e dei consumi ha causato il crollo delle coltivazioni, ponendo il fico, in pochi anni, tra i cosiddetti frutti minori. 
  • Dal punto di vista nutrizionale, cosa c’è in un fico? Presto detto: 100g di parte edibile contengono 81,9 g di acqua, 0,9 g di proteine, 0,2 g di lipidi, 11,2 g di glicidi, 2 g di fibra, 43 mg di calcio, 25 mg di fosforo, 270 mg di potassio, 0,5 mg di ferro, 7 mg di vitamina C, 15 mg di vitamina A, polifenoli, ecc. e forniscono 47 kcal. Sono lassativi, provocano frequentemente manifestazioni allergiche nei soggetti sensibilizzanti. Tutto chiaro, no?
  • Questa è la stagione giusta per gustare i fichi, magari per utilizzarli come ingrediente insolito. Dalle confetture alle torte e crostate, ma anche in insoliti abbinamenti salati (mai provati sulla pizza con il prosciutto crudo?) fino ad arrivare (o meglio tornare) ad un cibo della tradizione: i fichi secchi. Spaccati ed essiccati, farciti con mandorle tostate, semi di finocchio e scorze di limone, dando vita ai cosiddetti fichi maritati, cotti in forno. Questo prodotto, tipico di Ceglie Messapica, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food : “Fico Mandorlato di San Michele Salentino” . Ma di questo, siamo certi, vi parleremo in un altro articolo.

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