Questo è il periodo per consumarle fresche, anche se sono preziose di sali minerali e proteine anche da “secche”, le Mandorle sono semi buonissimi e un ingrediente versatile per la cucina (non solo in pasticceria). Oggi ti raccontiamo, come al nostro solito, un po’ la loro storia, le loro proprietà nutrizionali e alcune curiosità che forse ignoravi… “Cinque cose che non sai sule Mandorle“. Buona lettura!

  • Le mandorle sono il seme dell’albero “Mandorlo”, Prunus dulcis, appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Studi attribuiscono le sue origini all’Asia Centrale e in Occidente avrebbe poi trovato grande adattabilità ambientale e una differenziazione secondaria in molteplici varietà. In Italia, ed in particolare in Puglia, la mandorlicoltura ha una storia lunga più di duemila anni. La diffusione è attribuita allo stretto legame che la penisola pugliese aveva con le colonie greche del litorale adriatico, specialmente nel periodo bizantino.
  • Le mandorle sono citate nella Bibbia e tra gli ingredienti di alcuni cibi serviti ai Faraoni dell’Antico Egitto. L’albero del mandorlo, che i Romani chiamavano nux graeca, venne introdotto in Sicilia per merito degli scambi con i Fenici, provenienti dalla Grecia. Plinio, nella sua Naturalis historia, indica le mandorle come “Ghiande di Giove” e accenna all’estrazione dell’olio di mandorle amare e dolci e alle sue proprietà medicinali.
  • Tra le cose da fare almeno una volta nella vita, segnatevi quella di passeggiare tra in mandorli in fiore… Uno spettacolo  che non serve andare fino in Giappone per ammirare! Sicilia, Puglia e Basilicata vi aspettano nel mese di marzo. I fiori, ermafroditi, sono bianchi o leggermente rosati, costituiti da 5 petali, 5 sepali e da 20/40 stami. L’ovario contiene due ovuli, ognuno dei quali, se fecondato, potrà svilupparsi dando origine ad un seme (la mandorla). Il frutto è una drupa deiscente che presenta esocarpo carnoso, di colore verde, a volte con sfumature rossastre, spesso peloso, ed endocarpo legnoso contenente il seme o mandorla.
  • Le mandorle, come frutta secca, sono ricche di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi essenziali. Contengono vitamina E, sono ricche di proteine, fibra, calcio e potassio. Possono conservarsi a lungo, fino ad alcuni mesi se conservate in un luogo fresco e asciutto, molto di più in frigorifero. Possono essere di difficile digestione. Per l’elevato contenuto di lipidi e l’alto valore calorico, sono consigliate per gli sportivi.
  • Le mandorle sono tra gli ingredienti più presenti nelle ricette tradizionali  della pasticceria  pugliese. Come non citare la produzione di confetti di Andria, dove esiste un museo ad esso dedicato. Ma anche la pasta reale, i dolcetti della sposa, i mustuazzueli e la cupèta tosta (torrone) della provincia di Lecce, il Mandorlaccio di Ruvo di Puglia e Modugno (Ba), le Mandorle atterrate della Provincia di Foggia, le Ostie ripiene di Monte S. Angelo (Fg), la Mandorla Riccia di Francavilla Fontana (Br) e il Biscotto di Ceglie Messapica (Br), Presidio Slow Food.

    il Mandorlaccio
    il Mandorlaccio

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