gueffus sardi
Oggi facciamo un salto nella cucina sarda, cucina che ha risentito di diverse influenze nel corso dei secoli, dovute alla presenza di vari Popoli che l’hanno occupata ma che ha saputo, in seguito, mantenere inalterate le sue peculiarità, facilitata in ciò dal suo isolamento geografico. La cucina sarda è una cucina semplice e raffinata allo stesso tempo che valorizza i prodotti tipici locali, da valore alla stagionalità delle produzioni e abbina molti piatti a determinati momenti dell’anno o a particolari festeggiamenti.
Vi parliamo dei gueffus, dolci di mandorla di solito consumati in occasione di feste e ricorrenze celebrate sull’isola sarda.

gueffus

  1. Il termine gueffus ha origini spagnole e più precisamente deriva dalla parola spagnola “huevos“, la cui traduzione è “uova”, per via della forma ovoidale.
  2. Volendo cercare un po’ di suggestione ci affidiamo a Michela Murgia che nel suo libro Accabadora ci parla della somiglianza con il termine Guelfi, e dell’origine del dolce risalente al Basso Medioevo. Tutto questo a causa della carta merlata, che richiama le torri dei castelli guelfi, dentro la quale si rinchiudono queste piccole bontà. Ma, per dirla tutta, la stessa autrice asserisce che si tratta di una semplice invenzione letteraria.
    i gueffus
    Photo Credit: IG @dulcis_in_fundo01
  3. I gueffus presentano numerose varianti in diverse zone della Sardegna, che differiscono tra di loro per pochi ingredienti: tra i più conosciuti citiamo i sospiros di Ovodda, fra i più antichi dolci sardi, a base di mandorle, miele e limone, ricoperti di glassa, e i bucconettes di Belvì realizzati con la pasta di nocciole.
  4. Ma come si realizzano i gueffus? È presto detto. Quello che serve è:
    500 g di mandorle macinate ;
    400 g di zucchero ;
    100 ml di acqua ;
    40 ml di sambuca ;
    zucchero per decorare.
  5. Passiamo al procedimento: fate bollire l’acqua con lo zucchero, fino a farlo sciogliere. Lasciando il pentolino sul fuoco, versate la sambuca e aggiungete le mandorle, mescolate bene fino a far amalgamare il tutto. Lasciate freddare per qualche minuto prima di formare delle palline, quindi rotolatele nello zucchero e lasciate rassettare per un paio d’ore. Incartate utilizzando carta velina colorata.
    gueffus sardi
    Photo Credit: IG @lacucinadipippi

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