Oggi vi parleremo di una “pianta dimenticata” e non solo. La protagonista di oggi,  i cui frutti oltre ad essere poco noti e quasi scomparsi dai banconi dei mercati e sulle nostre tavole, ha subito un affronto che non ha paragoni: è stato rimpiazzato da un’altra pianta “orientale”, i cui frutti sono noti con identico nome, pur appartenendo a specie diverse. Si, vi parliamo del Nespolo e magari avete la fortuna di vedere le sue piante in fiore, proprio in questi giorni. In quest’articolo vi raccontiamo, come al solito nella nostra rubrica Cinque cose che non sai su… , le origini del Nespolo, la sua storia, le curiosità ed in suoi usi in cucina. Cercando di ridargli, almeno in parte, il lustro che merita. Buona lettura!

  • Il Nespolo (Mespilus germanica I.) appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Una pianta dalle origini antichissime, si pensa possano risalire al primo millennio avanti Cristo. Alcuni studi in merito, sono giunti alla conclusione di situare le sue origini in un punto preciso del mappamondo: le rive del Mar Caspio e da lì si è diffusa in Asia Minore e in Grecia. Oggi è possibile osservare esemplari di piante di nespolo comune in tutta Europa, allo stato selvatico nei boschi di latifoglie oppure inselvatichita nei terreni incolti.
  • Per quanto oggi sia stato bistrattato, grande conto aveva in epoca Romana, che contribuirono largamente alla sua diffusione. E qui il primo mistero svelato: era molto frequente in Germania, tanto che Linneo, padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, anni dopo cadde nell’equivoco pensando di situare l’origine del Nespolo, nella terra teutonica. Ecco perché nel nome scientifico c’è quel “Germanica”. Gli antichi Romani non ne gustavano solo i frutti, ma impiegavano le sue foglie e i suoi frutti acerbi, come forte astringente, per curare i disordini intestinali. I Romani poi, ma i Greci ben prima, avevano attribuito alla pianta del nespolo una valenza “divina”. I Greci avevano consacrato la pianta al dio Cronos mentre per i Romani era simbolo del dio Saturno perché veniva considerata una difesa contro le pericolose influenze degli stregoni. 
  • Proprio nel periodo in cui pubblichiamo quest’articolo (aprile-maggio) si può assistere alla fioritura di quest’albero dalle modeste dimensioni (raggiunge massimo i cinque metri d’altezza), molto resistente al freddo invernale ed è possibile incontrare degli esemplari di Nespolo anche sui mille metri di quota. I fiori si aprono al vertice dei rametti fruttiferi, grandi ed isolati, di colore bianco con cinque petali. Sono ermafroditi. Il frutto, la nespola,  è un falso frutto, dato dall’ingrossamento del ricettacolo attorno ai frutti veri e propri. Di forma tondeggiante, con un’ampia depressione apicale, coronata dai residui del calice, ha un corto peduncolo e una resistente buccia, paragonabile al cuoio, per colore, compattezza e grana. I semi sono cinque, duri e legnosi. Per l’alto contenuto di tannini, i frutti non possono essere consumati alla raccolta, nei mesi di ottobre-novembre. Come i nostri antenati sapevano, necessitano di “ammezzimento“, una maturazione ottenuta deponendo i frutti all’interno di cassette di legno, ricoperti di paglia e conservati in un luogo fresco. I frutti devono essere consumati a mano a mano che sono pronti perché il processo di fermentazione non si arresta (possono rapidamente degradarsi). In seguito a questo processo, avremo frutti dalla polpa bruna, molle, zuccherina al palato con una consistenza pastosa, leggermente acidula e certamente gradevole
  • Con la trasformazione del frutto del nespolo, si ottengono, sin da epoca greca, gelatine, salse ed altre preparazioni alimentari. Noto il suo utilizzo per la preparazione di bevande alcoliche quali brandy e liquori, di cui vi diamo un esempio nel prossimo punto. Ma non molti sanno che i frutti immaturi vengono utilizzati per chiarificare vini e sidro. Apprezzato anche per la preparazione di decotti: utilizzando buccia e polpa, si ottiene un diuretico efficace. Ma attenzione: come già accennato, il frutto acerbo è ricco di tannini, fortemente astringente, possiede proprietà antidiarroiche. Al contrario, il frutto maturo, è lassativo e diuretico per la fermentazione dei tannini in zucchero. Ideale per chi fa sport, contiene vitamine del gruppo B, potassio e magnesio, ottimo per recuperare i sali minerali persi durante l’attività. Contengono anche caroteni, antiossidanti e vitamine C ed A.
  • Ed ora testiamo le nespole in cucina. Molti lo chiamano “nespolino”, noi preferiamo chiamarlo liquore di nespole, un ottimo fine pasto che stupirà i vostri commensali.                                                     Ingredienti per un litro e mezzo di liquore: 1 litro d’alcool (a 40°), 200 g di zucchero di canna, 400 g di nespole mature, scorze fresche di un limone e di un’arancia ( preferibilmente non trattate, comunque fate attenzione a lavarle con cura).
    Preparazione: Lavate con cura i frutti al fine di pulirli da ogni residuo (foglie,terreno,ecc.). Mescolate in un boccale in vetro da un litro e mezzo, lo zucchero e l’alcool. Aggiungere le scorze degli agrumi e i frutti schiacciati. Chiudere il vaso e lasciate macerare per almeno un mese, lasciandolo possibilmente in un luogo esposto alla luce del sole e avendo cura di scuotere la preparazione ogni tre giorni. Una volta trascorso il tempo indicato, filtrare con cura, utilizzando un setaccio a maglie strette. Imbottigliate e il vostro liquore di nespolo è pronto da gustare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.