Se vi dicessi “Castagne” , cosa vi verrebbe in mente? Provo ad indovinare : le caldarroste, il caminetto acceso e tutte quelle immagini invernali, accoglienti, che si portano dietro … che ci condurranno fino al Natale. Eppure tutto ciò è riduttivo. Cerchiamo di fare chiarezza con quest’articolo della rubrica “Cinque cose che non sai su…” . Come al solito, tratteremo l’ambito botanico, nutrizionale, le curiosità storiche e la sorpresa finale: come preparare la confettura di castagne in casa.

  • Il Castagno appartiene alla famiglia delle Fagaceae, genere Castanea . La piante è originaria dell’Asia Minore, da cui si sarebbe poi diffuso in Europa, nel Mediterraneo, in Nord America ed Estremo Oriente. Queste “migrazioni” hanno dato origine a piante differenti: dalla migrazione dall’Asia Orientale al Nord America, tramite lo stretto di Berling si sarebbe originato il castagno americano (Castanea dentata); dalla migrazione dall’Asia Minore in Europa si sarebbe originato il castagno europeo (Castanea sativa). In seguito si sarebbero originati il castagno cinese (Castanea mollissima) e il castagno giapponese (Castanea crenata).
  • Greci, Fenici ed Ebrei commerciarono per primi le castagne nei paesi del Mediterraneo e la sua diffusione in Europa fu ampliata dalla dominazione romana, giungendo ad essere coltivato fino alla Germania settentrionale e alla Svezia meridionale. I Romani ne apprezzavano sia il frutto che il legno, le cui caratteristiche furono citate anche da Plinio e Virgilio. Con il passare dei secoli il castagno diviene la specie forestale più diffusa in Italia, diventando per la gente di montagna, principale fonte di calore, alimentazione (molto diffusa la farina di castagne) e materiale di costruzione.
  • Il castagno europeo è una pianta longeva, alta fino a 25 metri, con tronchi di circonferenza talora imponenti, chioma espansa e molto ramificata, foglie caduche, di forma ellittico allungata, a margine seghettato, quasi coriacee, di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore. Al Castagno europeo afferiscono due grandi gruppi: castagne propriamente dette (che concorrono per l’88% dei raccolti circa di castagne) e i marroni (per il restante 12%). I marroni sono considerati un gruppo varietale molto omogeneo per pezzatura (in genere medio-grossa) e forma che si presenta ellittica. I frutti sono interi, non settati, con la pellicola (episperma) che non penetra nella polpa e si stacca con facilità nelle operazioni di pelatura. Sono destinati alla trasformazione industriale e al consumo fresco (maturazione che inizia verso la fine di settembre). I frutti definiti commercialmente con il nome “castagna” sono di pezzatura diversa e caratterizzati da una pellicola interna che penetra in profondità nell’interno della polpa, in qualche caso fino a dividerla (frutti settati). Le castagne hanno una duplice destinazione: consumo fresco e trasformazione in castagne bianche secche e, per alcune varietà, in castagne confettate. Sul mercato, sono presenti con prezzi sensibilmente inferiori rispetto a marroni ed agli ibridi.
  • La castagne e dieta, si può? Certo, come sempre, con equilibrio. Le castagne sono un serbatoio naturale di energia, ideali in casi di stanchezza mentale e fisica. Hanno un alto potere saziante, per via dell’elevato quantitativo di carboidrati presenti e se cotte bene, sono molto digeribili e contribuiscono al funzionamento dell’intestino. Un piccolo consiglio? Essendo ricche di acqua e con pochi grassi, potrebbero benissimo sostituire il pane in una dieta equilibrata. Sono ricche di minerali, in particolare potassio, magnesio e fosforo.
  • Concludiamo quest’articolo sulle castagne con una ricetta golosissima, che piacerà a tutta la famiglia… e se vi dicessi “confettura di castagne“, vi va di mettervi alla prova?
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    INGREDIENTI
    2 kg di castagne
    1 kg e 750 g di zucchero
    2 dl di rum
    sale grosso
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    Incidete le castagne con un coltellino affilato in un contenitore, copritele a filo d’acqua, aggiungete un cucchiaino di sale grosso e portate a ebollizione. Cuocete coperto a calore moderato per circa 30-40 minuti. Appena cotte, scolatele, eliminate la buccia e passatele al setaccio. In alternativa potete utilizzare un passaverdure.
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    Raccogliete il composto in una casseruola, aggiungete 1/4 del suo volume d’acqua e lo zucchero, ponete sul fuoco. Continuate la cottura a calore medio per circa 30-40 minuti sempre mescolando e aggiungendo poca acqua calda alla volta nel caso dovesse asciugarsi troppo. Circa 10 minuti prima di ritirare dal fuoco aggiungete il rum e fate evaporare girando con cura, la marmellata deve risultare asciutta e densa.
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2 commenti

  1. Interessante la ricetta della marmellata, io ho sempre mangiato i marron glace

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