⚠️ ATTENZIONE CREA DIPENDENZA ⚠️
Avvisiamo tutti i nostri lettori di non superare le dosi giornaliere consigliate, un consumo eccessivo può portare dipendenza!
I pasteis de Belem sono come le ciliegie. Una tira l’altra. Peccato solo siano delle bombe caloriche formato tascabile. Pertanto “MANeGgIARE” con cura.
Conosciuti popolarmente come Pastel de Nata, questi piccoli tesori, sono sicuramente il dolce più distintivo del Portogallo (nonché uno dei motivi più validi per programmare un viaggio in quella terra meravigliosa). É un mix letale di profumi e consistenze goduriose. La base é composta da un guscio di pasta sfoglia extra croccante (molto simile a quello della sfogliatella napoletana), il cuore fondente invece è una crema pasticcera aromatizzata alla vaniglia, vellutatissima, con una superficie croccante e caramellata, volutamente “bruciacchiata”. Una crema catalana finger food.
ESTASI PURA.
Nelle pasticcerie storiche di Pasteis a Belém, la rinomata zona di Lisbona da cui prende il nome, si possono ammirare dalle vetrine, i pasticceri durante la creazione di questi pasticcini, tutto rigorosamente effettuato ancora a mano, come veri artigiani. Uno spettacolo unico, da non perdere.
Consiglio: assaggiateli quando sono ancora tiepidi, e “spolverizzate la superficie” con un tocco di cannella: così esprimono al massimo il loro potenziale (Ogni pasticceria mette a disposizione cannella o zucchero a velo a piacimento del cliente per decorare il proprio pastel). Dite la verità, vi è venuta voglia?
A me si.
Ma prima, scopriamo insieme “le 5 cose che non sai su… i Pastel de Belém” (e poi andiamo a prenotare un volo last minute per Lisbona)

  • Le origini. Secondo la tradizione i pasteis de Belém sono stati inventati dai monaci cattolici del Mosteiro dos Jerónimos, che si trova nel quartiere di Santa Maria de Belém a Lisbona. All’epoca nei monasteri si usava il bianco d’uovo per inamidare in vestiti e il rimanente tuorlo era usato in molte ricette; la pasta sfoglia arriverebbe invece dalla Francia, dove avrebbero vissuto alcuni monaci. In seguito alla Rivoluzione Liberale del 1820, molti conventi e monasteri vennero chiusi e, per mantenersi economicamente in quel periodo, i monaci iniziarono a vendere i loro dolci in un negozio che sorgeva accanto ad una raffineria di zucchero che si trovava poco distante.
    A quel tempo l’area di Belém era considerata lontana dalla città di Lisbona , ma con il tempo il monastero e la Torre di Belém iniziarono ad attirare visitatori, iniziando anche a “sponsorizzare” i primi pasteis.
  • Questione di affari. Quando il monastero venne chiuso nel 1834, la ricetta dei pasteis de nata venne venduta ad un imprenditore locale. Nel 1837 aprì la prima Fábrica de Pastéis de Belém (Antiga Confeitaria de Belém, oggi Pastéis de Belém, che si trova in R. de Belém 84-92 a Lisbona) la cui produzione dura ancora oggi. Qui si sfornano migliaia di pasteis ogni (oltre 20 mila, per la precisione) e i turisti in fila ne comprano a decine, anche come sfizioso souvenir, nella classica confezione bianca con disegni che ricordano gli azulejos blu, le famose ceramiche portoghesi.
  • In Cina con Furore. Questo dolce, come abbiamo già anticipato, è diffuso non solo in Portogallo, soprattutto nelle città di Lisbona e Sintra, ma anche in altri Paesi di lingua portoghese, dall’Africa (Angola, Capo Verde e Mozambico) al Sudamerica (Brasile). Ma potrebbe capitarvi di assaggiarli anche a Hong Kong e Taiwan, e più di recente in qualche bar alla moda di Londra o New York, dove famosi pastry chef li ripropongono nei loro prestigiosi laboratori (un esempio recente è quello di Antonio Bachour a Miami). Giunsero in Asia quando Macao era una colonia portoghese, abitata dai portoghesi dal 1550. Da qui si diffusero – in forme più saporite e spesso con il lardo al posto del burro – in tutta la Cina e in Paesi vicini come la Malesia. Da qui i pastéis seguirono la diaspora cinese e non è difficile trovarli oggi nei caffè delle Chinatown del mondo – come quella di Milano.
  • Un segreto centenario. Classificato, nel 2011, come una delle 7 Meraviglie Gastronomiche del Portogallo, il segreto del successo mondiale risiede nella ricetta originale, che ovviamente è segretissima. Si va dicendo che solo 6 persone in tutta Lisbona conoscano l’ antica ricetta del 1837! Sono i tre proprietari del negozio storico di Belém (che sono cugini) e 3 pasticceri fidatissimi che lavorano lì da oltre 30 anni, che preparano l’impasto di base lontano da occhi indiscreti, prima di affidarlo agli aiutanti. Ricordiamo che in tutto il Portogallo è possibile mangiare il Pastel de Nata, ma l’unico autentico originale Pastel de Belem si può trovare solo nel “quartiere” omonimo di Lisbona. Pertanto DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI (ugualmente buone). Alcuni dei segreti riguardano il gusto, perfettamente bilanciato grazie alla presenza di sale nell’ impasto che contrasta la dolcezza del ripieno. E ovviamente la consistenza: la base super crunchy, la crema vellutata, la superficie caramellata, ai limiti del bruciato. Per ottenerla la storica Pasticceria di Belem li cuoce a 400 ° C per circa 20 minuti.
  • Dio li fa…poi li accoppia. Secondo la tradizione i pasteis andrebbero sempre venduti a coppia, con le superfici sovrapposte a “specchio”, come una coppia di sposi che si baciano, afferma Penelope, una delle proprietarie storiche della pasticceria. Ciò permette una migliore conservazione dopo l’asporto, soprattutto se si deve affrontare un viaggio : “si proteggono l’un l’altro e insieme sono più forti.”
    Ed è il caso di dire : “Questo matrimonio d’Adda fare, oggi e per sempre!”

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