Olivicoltura in puglia: macroaree di produzione e principali “cultivar” presenti.

Non si può scrivere di olive ed ulivi pugliesi a cuor leggero. Questa è una storia di tradizione e passione, che lega da sempre il popolo pugliese. Eppure proviamo ad utilizzare i “freddi” dati tecnici: l’olivicoltura pugliese rappresenta il 32% (373mila ettari) dell’intera produzione italiana  e spesso ci ritroviamo dinanzi a piante secolari o addirittura planetari, veri e propri monumenti alla resilienza. Tra Bari e la provincia della BAT ci sono ben 132mila ettari di olivo, praticamente il 35% dell’olivicoltura pugliese. Numeri che tanto fanno intendere l’importanza nazionale, economica, del comparto pugliese ma che nascondono la piaga, ancora presente, dell’epidemia della xylella. Dal Nord al Sud del “tacco d’Italia” , tre le macroaree presenti: Foggia, Bari e Salento (comprese le province di Brindisi, Lecce e Taranto). Per la natura geologica dei sui terreni, che differisce da zona a zona, vi è una produzione di versi tipi di olive che a loro volta, danno un prodotto finale dalle caratteristiche organolettiche diverse. Con questa doverosa premessa, la Puglia ha ottenuto per i suoi oli, cinque DOP (Denominazione Origine protetta) e una più recente, IGP Olio di Puglia: DOP Dauno, DOP Terra di Bari,DOP Colline di Brindisi, DOP Terra D’Otranto, DOP Terre Tarantine (Immagine da: Flos Olei di Marco Oreggia)

Ma adesso andiamo nel dettaglio ed andiamo ad analizzare le varie cultivar presenti nel territorio pugliese. Molte di queste cultivar sono impiegate per la produzione di olio monocultivar extravergine di oliva.

Le cultivar di olive pugliesi:

• Ogliarola (o Cima) di Bitonto: Caratteristico il profumo che rimanda alla mandorla. Lievemente pungente al gusto. Come si può dedurre dal nome, si trova principalmente nella Terra di Bari.

• Ogliarola Garganica: Molto presente nella penisola montuosa del Gargano, ma diffusa anche in capitanata e nella provincia di Foggia. Ideale per chi preferisce i sentori fruttati.

• Ogliarola Leccese: differente dalle “cugine” presenti nelle altre zone pugliesi, ha una resa molto alta e frutti piccoli di dimensione ma saporiti. Di questa cultivar, molti alberi secolari presenti sul territorio.

• Cellina di Nardò: insieme a Frantoio, Picholine, Ogliarola è una delle cultivar salentine, presenti da Brindisi in giù. Gli oli leccesi sono noti per essere leggeri e delicati al gusto, ma con un sentore erbaceo.

• Cima di Mola, Leccina: forse le “cultivar” più antiche presenti sul territorio barese, negli ultimi anni, trascurate in favore di cultivar più produttive, il sapore degli oli prodotti da queste olive, varia in base alla zona in cui maturano: fruttato sulla costa, più intenso sull’entroterra.

• Coratina: la “regina” delle cultivar pugliesi, la più diffusa nella zona di Bari e nel foggiano. Da queste olive pugliesi (difficilmente troverete questa stessa cultivar in altre zone d’Italia) si produce un olio di qualità, dalle eccellenti proprietà organolettiche. Dal sapore deciso, piccante.

• Peranzana: Molto diffusa nella zona ovest di Foggia. L’oliva Peranzana , conosciuta anche come Provenzana o Provenzale, fornisce un olio monocultivar dal sapore molto delicato e ricco di caratteristiche organolettiche. All’olfatto, sono distinguibili note che richiamano la rucola e il carciofo.

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