“Storie di Pizza”, il mio docufilm prossimamente in tv. Intervista a Flavia Corrado “Zia Flavia foodnboobs” 

La “Pizza” in tv come non l’avete mai vista. Le premesse per stuzzicare la nostra e vostra curiosità, ci sono tutte: un docufilm dal titolo “Storie di Pizza”, con il fine di celebrare non solo il simbolo più noto e conosciuto della cucina italiana, ma con l’intento di portare per mano i telespettatori in un viaggio a tutto tondo, dalla sue antiche radici all’impatto mondiale, culturale e sociale, attribuibile ai nostri giorni. Progetto ambizioso quello di Bruno Avagliano, Luca Carcano e del noto giornalista e gastronomo Luciano Pignataro: valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano, partendo dal territorio ed i suoi protagonisti. Al timone del docufilm che sbarcherà sulla piattaforma Amazon nell’autunno 2024, un volto noto dei social e tra le più apprezzate influencer italiane del settore food, Flavia Corrado “Zia Flavia foodnboobs”nell’insolito ruolo di conduttrice. Una sfida interessante, che ci racconta in questa intervista con un pizzico di orgoglio. E poi c’è tutto il suo amore per la sua terra che va ben oltre lo storytelling del suo personaggio social. Caparbia, ambiziosa, curiosa, scommettiamo che quest’intervista vi piacerà (quasi) quanto una pizza napoletana? 

Candido Marinelli:- Buongiorno Flavia, è un vero piacere ed onore riaverti qui ospite. L’occasione è di quelle imperdibili: un documentario sulla pizza napoletana che andrà in onda su Amazon Prime in Italia e all’estero che ti vedrà rivestire l’inedito ruolo di presentatrice. Ci racconti come è nata questa iniziativa e in che fase di realizzazione siamo?
Flavia Corrado:- Grazie a voi per questa intervista. L’idea è frutto delle menti affamate dei produttori Bruno Avagliano e Luca Carcano. Durante un pomeriggio di Febbraio mi contattarono per propormi di condurre “Storie di Pizza”, erano alla ricerca di una food blogger napoletana verace. Mi sembrava troppo bello per essere vero, all’inizio rimasi incredula, poi accettai con enorme entusiasmo, perché è un onore fare parte di un documentario che parla del piatto simbolo della città che tanto amo. Le riprese sono terminate qualche giorno fa, ma il docu-film verrà diffuso in autunno su Prime Video, sia in Italia che all’estero e nei cinema del circuito Mercury. Sono fiera di partecipare a questo progetto e condurvi in un viaggio che esplorerà quell’incredibile mondo che c’è dietro il piatto napoletano più famoso: la pizza. Il documentario vede coinvolti alcuni tra i migliori pizzaioli di Napoli e produttori delle materie prime più eccelse che non solo caratterizzano questo piatto, ma rendono unico il nostro territorio.
C.M.:- La Pizza come icona di un popolo, una storia che si intreccia tra tradizione e identità proiettata al futuro. Ma per te cosa rappresenta la pizza? Quali sono i tuoi primi ricordi a lei associati?
F.C.:- Io credo che la pizza, soprattutto a Napoli, abbia un enorme valore culturale, rappresenta l’identità di un popolo che riesce a riconoscersi nel suo cibo prediletto. La pizza è cultura come presidio sociale, nel riscatto che offre nei quartieri del disagio a giovani che vogliono diventare pizzaioli. La pizza è uno straordinario motore economico che ha permesso agli italiani emigranti di integrarsi e farsi apprezzare in tutto il mondo, a partire proprio da quella identità che la pizza stessa rappresenta. Io stessa, da Napoletana, nonostante viva a Milano da molti anni, non riesco a privarmi per troppo tempo di una fetta di Margherita. Da bambina i miei genitori avevano l’abitudine di concedersi il sabato sera le pizze, ordinandole a domicilio per tutta la famiglia. All’epoca riuscivo a mangiarne solo metà, un po’ perché avevo ancora uno stomaco piccolino e un po’ perché adoravo svegliarmi la mattina seguente e trovare a colazione la pizza fredda. La amavo anche così. È un’usanza che non posso più portare avanti, perché la fame è quintuplicata e non avanza più neanche un pezzo di cornicione.
C.M:- Negli ultimi anni abbiamo riscontrato un imperversare, legato inesorabilmente alla diffusione delle piattaforme social, della “figura” del “Pizzastar”. Non più artigiani dell’antica “arte bianca”, ma veri e propri personaggi pubblici. Qual è il tuo parere a riguardo?
F.C.:- Come sappiamo tutti, nel 2017 l’arte del pizzaiolo napoletano viene inserita dall’Unesco tra le eccellenze che compongono il patrimonio immateriale dell’umanità, da quel momento il mestiere del pizzaiolo è stato molto rivalutato. I social network poi sono stati la vetrina perfetta per raccontare la pizza, ricevere apprezzamenti e pubblicizzarsi. L’arte bianca è una pratica per nulla scontata, soprattutto oggi che c’è una profonda ricerca, tale da rendere la pizza un piatto costantemente in evoluzione. I pizzaioli, in quanto artisti riconosciuti, è giusto che godano del meritato successo.
C.M.:- Il documentario “Storie di Pizza” andrà in onda non solo in Italia ma anche all’estero, cosa, secondo te, sarà importante comunicare per tutelare, anche dalla contraffazione, una nostra eccellenza?
F.C.:- L’intento del documentario è parlare di pizza attraverso i prodotti che la compongono. Abbiamo posto una lente di ingrandimento sulle materie prime del nostro territorio proprio per chiarire com’è fatta la vera pizza napoletana. Detto questo, la pizza resta il piatto italiano più mangiato al mondo. Io non parlerei di contraffazione, bensì di contaminazioni. È fondamentale fare distinzione tra la pizza napoletana e il resto, ma l’incontro con altre culture e altri gusti è sicuramente prezioso. La contaminazione è sempre pregevole. La pizza stessa nasce da un incrocio di culture.
C.M.:- Noi ti ringraziamo per questa chiacchierata e ti facciamo ancora un grosso in bocca al lupo, in attesa di vederti in tv e sul maxi schermo. Vorremmo chiudere con un piccola provocazione, conoscendoti è davvero poca cosa. Foodblogger (e sappiamo quanto ti stia stretta questa “etichetta) ora presentatrice e volto di riferimento della cultura gastronomica partenopea. Flavia: cosa vuoi fare da grande? Non è che ci diventi imprenditrice (magari a capo di un franchising o di una catena di pizzerie/ristoranti) come altri tuoi colleghi?
F.C.:- Lavorare sui social mi ha portato negli anni a fare tante cose diverse tra loro, adesso addirittura conduttrice e ambasciatrice di veracità. Ho scoperto che le nuove sfide mi stimolano tanto e questo aspetto dell’essere Foodblogger mi piace. Sono una grande appassionata di cibo e comunicazione, ben venga ogni lavoro che mi permetta di cucinare e mangiare comunicando.

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